It’s like a language. You learn the alphabet, which are the scales. You learn sentences, which are the chords. And then you talk extemporaneously with the horn. It’s a wonderful thing to speak extemporaneously, which is something I’ve never gotten the hang of. But musically I love to talk just off the top of my head. And that’s what jazz music is all about.

Stan Getz

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Quando si realizza una web app occorre prendere delle decisioni cruciali per quanto riguarda il suo design. In questo articolo analizzeremo il workflow relativo alla realizzazione di una web app per i dispositivi mobile.

I contenuti

Ogni web app differisce dalle altre per i contenuti. Una web app che mostra una galleria di prodotti è diversa da una web app che ospita contenuti testuali. Il primo step è l’analisi dei contenuti in base alle specifiche del progetto.

Occorre categorizzare i contenuti in due macrocategorie:

  1. contenuti statici
  2. contenuti dinamici

I contenuti statici e i contenuti dinamici ci portano a due importanti considerazioni:

  1. Nel primo caso, la web app potrà funzionare completamente anche offline.
  2. Nel secondo caso, alcuni contenuti dovranno essere reperiti dalla rete.

Una volta categorizzati i contenuti si passa alla loro divisione in sottocategorie, ossia:

  1. testo
  2. immagini
  3. video

A livello di design ciascuna di queste sottocategorie richiede un trattamento diverso. L’errore che non si deve mai commettere in questa fase è quello di pensare a tali contenuti come a dei normali elementi di una tradizionale applicazione desktop.

Su mobile infatti:

  1. Il testo dovrà avere una certa spaziatura orizzontale in modo da evitare lo spiacevole effetto visivo derivante dall’assenza di spazi tra i margini orizzontali e la finestra del browser.
  2. Le immagini dovranno adattarsi al dispositivo e al suo cambio di orientamento (landscape o portrait).
  3. Per i video vale quanto detto per le immagini. In più occorre valutare attentamente l’impatto di questi elementi sulla performance.

Il file Cache Manifest

Non bisogna abusare di questa caratteristica di HTML5. Costringere un browser a scaricare svariati megabyte di contenuti ha un senso solo se si è assolutamente certi che gli utenti dispongono di una connessione veloce (Wi-Fi).

Nel caso in cui gli utenti navighino con una connessione diversa (per esempio tramite SIM), il browser non riuscirà a scaricare tutti i file in tempi umanamente ragionevoli. Safari Mobile ad esempio può semplicemente interrompere il download dei file se la connessione non lo consente. Effettuare un test in questo caso è semplice:

  1. Salvate la web app su Home
  2. Attivate la modalità aereo (disabilitando così la SIM)
  3. Lanciate la web app.

Qualora manchino dei file o la web app non funzioni come previsto, allora siete sicuri che il vostro file Manifest è inadatto a supportare questo tipo di connessione.

Il design

Il design va strutturato in moduli:

  1. Struttura: HTML5
  2. Presentazione: CSS
  3. Comportamento: JavaScript

Ciascun modulo è interdipendente con gli altri. Un errore in un modulo si ripercuoterà sugli altri e la web app non funzionerà come previsto. L’ordine è sempre quello presentato nella lista: lavorare seguendo un ordine diverso è deleterio.

Occorre innanzitutto verificare che la struttura sia flessibile: cosa succede se occorre aggiungere un blocco di elementi? Per rendere flessibile la struttura:

  • Limitate il numero di attributi id ai blocchi fondamentali
  • Usate le classi CSS in modo cumulativo sfruttando la cascata
  • Aggiungete dati agli elementi tramite gli attributi custom data di HTML5.

I CSS possono essere sfruttati in due modi:

  1. per creare il layout statico della web app
  2. per aggiungere dinamismo tramite animazioni e transizioni CSS3

I CSS vanno usati al pieno del loro potenziale, ad esempio sfruttando tutti i selettori. Se usate delle animazioni o delle transizioni, legate il codice alle classi che verranno poi manipolate da JavaScript.

Il codice JavaScript deve essere OOP. Evitate sempre l’approccio procedurale perché il rischio è quello di dover ripartire da zero ad ogni nuova app realizzata. Pensate il codice in modo astratto. Considerate ad esempio un elemento come un oggetto con proprietà e metodi.

Questo vi permetterà di riusare e riusare spesso i vostri oggetti in nuove web app cambiandone solo il comportamento e non la struttura.

from Gabriele Romanato http://gabrieleromanato.com/2012/11/come-realizzare-una-web-app-linee-guida/

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Nel mio lavoro di “supporto informatico” (o ICT Staff, come sta scritto sulla porta dell’ufficio mia scrivania) mi capita quasi tutti i giorni di sentire delle frasi odiose dette dai colleghi che di tale supporto necessitano, o assistere ai loro comportamenti sconclusionati a danno della tecnologia (ne avevo già fatto un post in passato).

A seguire un campionario vario ed eventuale aggiornato agli ultimi accadimenti di questi giorni:

  • “E’ una cosa da 5 minuti” [per te che fai un altro lavoro…infatti io ho studiato 5 anni all’Università per fare lavoretti da 5 minuti]
  • “Non va niente” [tipico esordio di una telefonata di richiesta di assistenza, salvo poi scoprire che non va il pulsante “Salva” in un programma dove se non hai modificato nulla, non puoi salvare…]
  • Quando il puntatore del mouse si blocca, prendono il mouse e lo picchiano sulla scrivania [non è un ingranaggio che con una botta si sblocca]
  • “Adesso ti spiego” [cioè tu vuoi spiegarmi qualcosa che riguarda il MIO lavoro? Perchè allora io sono nell’ufficio IT e tu no?]
  • UTENTE: “io vorrei fare questa cosa”
    ME: “non si può”
    UTENTE: “no, aspetta, non hai capito” [quale parte di “non si può” non hai capito TU?]

Come bonus vi lascio con una storiella sentita tanti anni fa, e che ho ritrovato qui (si applica benissimo al punto 1 della mia lista):

C’era una volta una grande fabbrica che fatturava tanti soldi e nel quale lavorava da tanti anni un anziano dipendente, che l’aveva vista crescere. Non sappiamo cosa producesse la nostra fabbrica, ma le sue complesse macchine dovevano girare sempre al massimo e il compito del nostro uomo era proprio di mantenerle sempre al top dell’efficienza.
Un giorno il proprietario della fabbrica decise che era l’ora di fare un salto di qualità e affidò la manutenzione dei propri macchinari ad una grande ditta specializzata, licenziando l’anziano dipendente.

Convinto che tutta la fabbrica avrebbe lavorato a maggior regime, l’imprenditore ci rimase molto male quando improvvisamente la macchina centrale per tutta la produzione si guastò.

La grande ditta di manutenzione inviò una equipe di tecnici attrezzatissimi, che però non riuscivano in alcun modo a far ripartire il macchinario. E la fabbrica perdeva milioni per ogni giorno in cui la produzione era ferma.

Vista la situazione il proprietario della fabbrica decise allora di provare a richiamare l’ex-dipendente, che nel frattempo si era messo in proprio. Al nostro tecnico non parve il vero di tornare nella sua vecchia fabbrica. Sotto gli occhi dell’imprenditore esaminò la macchina bloccata, guardò quali spie si erano accese, ascoltò il rumore che faceva quando cercava di attivarla. Poi prese un grosso martello e diede un unico colpo secco sopra una valvola. La macchina improvvisamente ripartì a pieni giri !

Immaginabile la felicità del proprietario e la soddisfazione del tecnico, che a quel punto emise la fattura relativa all’intervento. “Riparazione guasto macchina centrale: 10000 euro”. L’imprenditore guardò la nota spese con un po’ di sconcerto: ammontava quasi a quanto pagava prima un anno di stipendio del proprio ex-dipendente ! Dopotutto aveva solo dato una martellata e aveva risolto tutto in 10 minuti: gli chiese allora di giustificare la spesa. L’esperto tecnico rifece allora la propria fattura “Intervento e martellata alla macchina centrale – 10 euro. Sapere dove dare la martellata – 9990 euro”.

Filed under: le storie del supporto Tagged: incazzature, lavoro, life hacking, postaday

from Musica, computer e dintorni http://jenga.wordpress.com/2012/11/05/le-frasi-piu-odiose-dei-colleghi/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+BiciMusicaComputerEDintorni+%28Musica%2C+computer+e+dintorni%29

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jsprologo

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The first edition contains a raft of cool articles on everything from using cookies in JavaScript, to getting started with the MooTools framework, to creating your very own Sea Battle video game. Plus there’s links to SitePoint’s new Jump Start Node.js book and the new Node.js Quizpoint site, where you can test out your Node nous.

All SitePoint newsletter subscribers will get the first JSPro newsletter free, but only as a one-off. If you’re keen to keep subscribing — and why wouldn’t you be, if you’re a JavaScript fan? — you can sign up over at the JSPro subscription page.

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from SitePoint http://www.sitepoint.com/the-jspro-newsletter-is-out/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+SitepointFeed+%28SitePoint+Feed%29

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Premessa

chi mi segue sa che ho scritto su questione demografica, problema giovanile, produttività e rapporto con l’innovazione tecnologica, in epoca non sospetta, certamente molto prima che diventasse di moda…, tra cui:

e molti ricorderanno l’elenco di “nomine over 60” che mantenevo sul lato sinistro dell’homepage di questo blog.

continua su “il Post

Non è necessariamente questione di età

condivido pienamente l’osservazione del Presidente Monti a Repubblica delle idee:

“La difficoltà del futuro dell’Italia è che l’Itala in passato ha pensato molto poco al suo futuro”

la banalizzazione della “rottamazione” che sentiamo così frequentemente in questa stagione, è che “giovane è bello” e “vecchio è brutto”.ovviamente non è così. ovviamente non è una questione anagrafica ma di mentalità.
ci sono dei “vecchi” quarantenni e dei giovanissimi settantenni. dipende dalla mentalità.
ci sono le eccezioni, che confermano la regola.

Concentrazione di amore del futuro

però se gli sviluppi economici, come ci insegna Schumpeter, passano attraverso una distruzione creativa in cui gli ordini economici precedenti vengono scalzati da nuove iniziative, viene da chiedersi quale sia la concentrazione di “amanti del futuro” piuttosto che di “nostalgici” tra i maggiori ed i minori di una certa età X
mi pare legittimo e ragionevole ritenere che la concentrazione di “amanti del futuro” nei maggiori di tale certa età X sia inferiore a quella dei “nostalgici” e questo per ottime ragioni: per formazione, per storia personale e successi precedenti, per abitudine e non ultimo, anche per vested interests.
se la sicurezza della nostra famiglia, dei nostri amici, dipendono da aziende o pratiche di business consolidate, è ragionevole ritenere che saremo meno inclini a metterle a repentaglio con creative distruzioni.

Promuovere il futuro o difendere il passato ?

così, in termini squisitamente probabilistici, dove è più ragionevole vedere maggiore tensione positiva verso il futuro ?
in un paese in cui nel suo top management, nella sua classe dirigente c’è una maggiore concentrazione di amanti del futuro (che ha una maggiore concentrazione di giovani) o dove c’è una maggiore concentrazione di nostalgici (con una minore concentrazione di giovani ?)
certamente non è questione facile; quando si maneggiano cose così delicate come “il futuro”, se si commettono errori le conseguenze possono essere drammatiche. è essenziale che l’entusiasmo dei giovani sia temperato con l’esperienza dei meno giovani.
il premier dimostra grande attenzione e comprensione della situazione: Rainews24.it.

“I giovani sono la componente più largamente inutilizzata e demoralizzata del capitale umano del Paese, specialmente al Sud”, ha detto il premier.
“Da tempo – continua Monti – ricevono incentivi incoerenti e segnali di disattenzione”. Per il premier infine “è maturata in molti giovani la sensazione di non potercela fare con i propri mezzi” se non hanno “le conoscenze, e non intendo quelle scientifiche” e questo fa si che i ragazzi “cerchino appoggi e conoscenze come vedono fare a tutti”.

Forward looking ?

dal giorno dell’insediamento ad oggi, in Italia sono state fatte molte nomine rilevanti di ministeri, autorità, consigli di amministrazione.
certamente dimentico qualcosa, ma sperando di non sbagliarmi troppo, l’elenco è quello di questo file: Download 2012.10.31 nomine nel quale includo anche dati su occupati e popolazione, ricavati da questo bellissimo servizio dell’Istat.
ovviamente non ho assolutamente nulla da ridire sulle persone (ci mancherebbe!); la mia è solo una analisi puramente numerica per vedere in termini probabilistici se siamo più o meno “forward looking”
certamente sono tutti (o quasi) altamente qualificati per il ruolo cui sono stati nominati. resta il dubbio se altrettante competenze e qualifiche non potessero essere riscontrate in persone anagraficamente più verdi.
 

Età medie delle nomine

durante questo periodo di governo, le nomine sono state fatte sia dal governo stesso che dalla politica; in totale ne ho contate ed esaminate 40.
l’età media dei nominati è stata 61 anni.
il valore mediano tuttavia è di 63 anni, segno che alcuni “molto giovani” rispetto al gruppo hanno abbassato la media. Per questa ragione nelle analisi dei grafici che seguono ho ritenuto opportuno usare un filtro passabanda, eliminando il 5% dei valori inferiori ed il 5% dei valori superiori, per ottenere una analisi un po’ più aderente ai “valori caratteristici”.
l’età media delle 24 nomine “governative” è 63 anni, la mediana 64.
l’età media delle 16 nomine “politiche” è 59 anni, la mediana 62.

Rapporto tra nomine ed occupati, tra nomine e popolazione

come si rapportano le età di queste nomine con la società e con il mondo del lavoro ?
ho preso i dati ISTAT ed ho considerato quelli da 25 anni in su.
questo perchè la Costituzione fissa a 25 anni l’età minima per essere eletti, segno che i costituenti ritenevano che una persona di quella età sia in grado di svolgere una funzione ai massimi livelli di rappresentatività.
2012-10-31_1735_nomine_popolazione
quello che balza all’occhio è che le fascie di età tra i 55 ed i 74 (le fasce sono quelle ISTAT) anni sono largamente sovra-rappresentate nelle nomine rispetto alla distribuzione della popolazione.
ho pensato che però la fuga di cervelli non avviene per ragioni anagrafiche ma per motivi professionali.
allora mi sono chiesto quanto siano rappresentati nei vertici le varie fasce di età rispetto alla popolazione occupata
2012-10-31_1735_nomine-occupati
la situazione è ancora più accentuata, come era ragionevole attendersi (la inoccupazione riduce la base di confronto).

Altro che spintone…

se una fascia di età fosse il 30% della popolazione e la penetrazione nei vertici fosse del 30% avremmo una “rappresentanza 1:1”.
una tale “rappresentanza” certamente , non si può definire “rappresentanza perfetta” in quanto il “perfetto” contiene un giudizio di merito che, come detto, deve tenere conto di tanti fattori tra cui l’esperienza (anche se qualcuno ritiene che le esperienze degli ultimi 20 anni non siano state poi cosi’ positive da costituire un modello).
si può quindi convenire sull’opportunità che, nelle nomine, sia corretto che
– le fasce di minore età siano sotto-rappresentate e che
– le fasce di maggiore età siano sovra rappresentate.
In questo modo, il rapporto quota_di_nomine / quota_di_popolazione (o di occupati) dovrebbe essere
<1 per le fasce di minore età e
>1 per le fasce di maggiore età
fatta questa analisi, il risultato è questo:
2012-10-31_1959_rappresentativita_nomine_popolazione
questi grafici ci dicono che…
– la concentrazione di persone nella fascia 45-54 nelle nomine è 2/3 della concentrazione di persone nella fascia 45-54 della popolazione.
– la concentrazione di persone nella fascia 55-64 nelle nomine e’ 3 volte la concentrazione di persone nella fascia 55-64 della popolazione.
si può dire che la vita vera inizia a 55 anni, che sotto i 55 anni sei “un giovane” che deve aspettare il suo turno…
2012-10-31_1958_rappresentativita_nomine_occupati
se guardiamo il rapporto con gli occupati, e non con la popolazione complessiva
– la concentrazione di persone nella fascia 45-54 nelle nomine è del 55% inferiore rispetto alla concentrazione di persone nella fascia 45-54 della popolazione occupata.
– la concentrazione di persone nella fascia 65-74 nelle nomine e’ 14 volte la concentrazione di persone nella fascia 65-74 della popolazione occupata.
certo, 40 nomine non sono una base statisticamente significativa, ma, in assenza di significativi esempi di natura opposta, rappresentano pressochè il 100% del messaggio che recepisce un “giovane” occupato…
l’impressione che, a mio avviso, legittimamente resta è che per dare lo “spintone” cui il Presidente Napolitano esortava i giovani, ci vogliano i superpoteri…
 

Basta aspettare; prima o poi il turno arriva (si spera)

due mesi fa il Presidente Monti diceva (Rainews24.it).

“Condivido alcune critiche rivolte all’azione di governo, anzì le condividerei se non avessi presente la drammaticità della sfida che avevamo da affrontare”

è comprensibile!
in passato non abbiamo pensato abbastanza al futuro, abbiamo trascurato i giovani sottorappresentando i loro interessi; con l’emergenza attuale, per salvare il condominio abbiamo dovuto anche scendere ancora a patti con i titolari degli appartamenti.
ma basta aspettare; quando le quote saranno meno verdi, arriverà anche il loro turno … si spera.

from a Quinta 's weblog : un Blog di Stefano Quintarelli http://blog.quintarelli.it/blog/2012/11/in-italia-la-vita-inizia-a-55-anni.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+QuintasWeblog+%28Quinta%27s+weblog%29

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screenshot

Hover effects are always a fun topic to explore. In the past, we’ve built some awesome examples of CSS hovers that were easy to copy and paste right into your code.

Today, we’re going to follow that up with ten new effects specifically built for use with images. Each example comes with an HTML and CSS snippet that you can steal and a live demo so you can see it in action.

Sneak Peek

Before we get started, take a look at the demo below to see all of the various hover effects that we’ll be building.

Demo: Click here to launch.

screenshot

Setup

Before we begin creating the individual demos, some basic setup is required. Here’s a chunk of CSS that we’ll be using to dictate the basic appearance of all of the examples.

* {
  -webkit-box-sizing: border-box;
     -moz-box-sizing: border-box;
      -ms-box-sizing: border-box;
          box-sizing: border-box;
}

body {
  background: #333;
}

.pic {
  border: 10px solid #fff;  
  float: left;
  height: 300px;
  width: 300px;
  margin: 20px;
  overflow: hidden;
  
  -webkit-box-shadow: 5px 5px 5px #111;
          box-shadow: 5px 5px 5px #111;  
}

Most of this is basic stuff: box-sizing allows us to manipulate the box model (feel free to apply more specifically if you don’t like the universal selector), and the pic class gives us a place to toss in some generic styling for each photo.

Zoom and Pan

Our first group of effects involves utilizing some tricks with hidden overflow. By clipping the image to the bounds of a div, we can pull off some pretty cool hovers.

Here’s a demo of the four hover effects in action:
Demo: Click here to launch.

screenshot

Grow

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To begin, we’ll make it so that when the user hovers over the image, the photo enlarges while still staying within its bounds, resulting in a zooming in effect. Here’s the HTML.

HTML

<div class="grow pic">
  <img src="http://lorempixel.com/400/400/people/9" alt="portrait">
</div>

As you can see, we’re using the “pic” class from before along with a “grow” class. As usual, our images are being served up courtesy of Lorem Pixel. Note that the image we’re using here is 400px by 400px. Now let’s see the CSS.

CSS

/*GROW*/
.grow img {
  height: 300px;
  width: 300px;

  -webkit-transition: all 1s ease;
     -moz-transition: all 1s ease;
       -o-transition: all 1s ease;
      -ms-transition: all 1s ease;
          transition: all 1s ease;
}

.grow img:hover {
  width: 400px;
  height: 400px;
}

What we’ve done here is specifically targeted the image tag, set its height to 300px square and then increased this to 400px square when the user hovers. Again, since we have overflow set to hidden, this will result in a zoom effect.

Shrink

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We’ve seen how to grow an image on hover, so let’s reverse that effect and zoom the photo out. The method is pretty much exactly the same, only this time you’ll start with the size at 400px and shrink it to 300px on hover.

HTML

<div class="shrink pic">
  <img src="http://lorempixel.com/400/400/nightlife/4" alt="city">
</div>

CSS

/*SHRINK*/
.shrink img {
  height: 400px;
  width: 400px;

  -webkit-transition: all 1s ease;
     -moz-transition: all 1s ease;
       -o-transition: all 1s ease;
      -ms-transition: all 1s ease;
          transition: all 1s ease;
}

.shrink img:hover {
  width: 300px;
  height: 300px;
}

Side Pan

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The next effect keeps the image the same size throughout, but pans it sideways as the user hovers. As you can see in our kicking example, this is a great way to convey a sense of action.

HTML

<div class="sidepan pic">
  <img src="http://lorempixel.com/600/300/sports/8" alt="kick">
</div>

Here we are using an image that’s 600px wide, but only 300px tall. Because we’re zooming sideways, we don’t need any extra height to pull off the effect.

CSS

/*SIDEPAN*/
.sidepan img {
  margin-left: 0px;
  -webkit-transition: margin 1s ease;
     -moz-transition: margin 1s ease;
       -o-transition: margin 1s ease;
      -ms-transition: margin 1s ease;
          transition: margin 1s ease;
}

.sidepan img:hover {
  margin-left: -200px;
}

For the pan, we’re not changing the image size like we did last time, but instead using margin to pull the image left on hover. If you want it to move right, use a positive value or margin-right.

Vertical Pan

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A vertical pan can be cool as well. Once again, I’ll be using this effect to convey a sense of motion, but this is also great for communicating height if you want to pan up something like a tall building. The cliff in our photo helps push this concept.

HTML

<div class="vertpan pic">
  <img src="http://lorempixel.com/300/600/sports/5" alt="climb">
</div>

Last time we used an image that was 600px by 300px, this time we’ll flip that around and go with a photo that is 300px by 600px.

CSS

/*VERTPAN*/
.vertpan img {
  margin-top: 0px;
  -webkit-transition: margin 1s ease;
     -moz-transition: margin 1s ease;
       -o-transition: margin 1s ease;
      -ms-transition: margin 1s ease;
          transition: margin 1s ease;
}

.vertpan img:hover {
  margin-top: -200px;
}

Same drill as last time, only we’re using margin-top instead of margin-left. This will cause the top of the image to be in view by default and the bottom of the image to come into view on hover.

Fun with Transforms

Our next section of effects is a little more crazy. We’ll start with a simple tilt but then jump into some really unique and interesting hovers.

Here’s a demo of the three effects in action:
Demo: Click here to launch.

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Tilt

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This one is super simple, all we’re going to do is rotate the image slightly when the user hovers over it. The result is a basic but fun illusion of a crooked hanging picture.

HTML

<div class="tilt pic">
  <img src="http://lorempixel.com/300/300/transport/5" alt="car">
</div>

CSS

/*TILT*/
.tilt {
  -webkit-transition: all 0.5s ease;
     -moz-transition: all 0.5s ease;
       -o-transition: all 0.5s ease;
      -ms-transition: all 0.5s ease;
          transition: all 0.5s ease;
}

.tilt:hover {
  -webkit-transform: rotate(-10deg);
     -moz-transform: rotate(-10deg);
       -o-transform: rotate(-10deg);
      -ms-transform: rotate(-10deg);
          transform: rotate(-10deg);
}

As you can see, all we had to do was rotate the image ten degrees. Easy and effective! Notice that this time around, we’re targeting the class itself, not the image.

Morph

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This is where the crazy comes in. The image above doesn’t really do this one justice so be sure to check out the demo. What’s happening is that, when the user hovers, the image begins to spin. As it spins, it morphs from a square into a circle. The result is super fun to play with.

HTML

<div class="morph pic">
  <img src="http://lorempixel.com/300/300/nature/5" alt="beach">
</div>

CSS

/*MORPH*/
.morph {
  -webkit-transition: all 0.5s ease;
     -moz-transition: all 0.5s ease;
       -o-transition: all 0.5s ease;
      -ms-transition: all 0.5s ease;
          transition: all 0.5s ease;
}

.morph:hover {
  border-radius: 50%;
  -webkit-transform: rotate(360deg);
     -moz-transform: rotate(360deg);
       -o-transform: rotate(360deg);
      -ms-transform: rotate(360deg);
          transform: rotate(360deg);
}

What I’ve done here is set the morph class to spin 360 degrees on hover. As it’s spinning, the border-radius will gradually climb its way to 50%, resulting in a circle.

Focus

screenshot

Here’s another weird one that uses border-radius to round off the image. This time though, we’ll not only increase the border’s radius but also its thickness. Combined with the border-box, this will create an effect that focuses in on on particular part of an image.

HTML

<div class="focus pic">
    <img src="http://lorempixel.com/300/300/sports/1" alt="cricket">
  </div>

CSS

/*FOCUS*/
.focus {
  -webkit-transition: all 1s ease;
     -moz-transition: all 1s ease;
       -o-transition: all 1s ease;
      -ms-transition: all 1s ease;
          transition: all 1s ease;
}

.focus:hover {
  border: 70px solid #000;
  border-radius: 50%;
}

What I did here was take our 10px white border and turned it into a 70px black border while cranking the radius up to 50% like we did in the last example.

Webkit Filters

This last set of effects is purely experimental. Unlike the examples above, all of which use multiple prefixes to ensure maximum browser compatibility, these only use the -webkit prefix because there’s no other support at the moment. If you’re not using Safari or Chrome, these aren’t going to work for you.

Despite the unfortunate constraints, Webkit filters let you perform some pretty awesome effects! Here’s a demo of three of my favorites:

Demo: Click here to launch.

screenshot

Blur

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The first effect that we’re going for is a simple blur. Long has man sought to blur pixels with CSS alone and now it’s finally possible with one little line of code!

HTML

<div class="blur pic">
  <img src="http://lorempixel.com/300/300/transport/2" alt="plane">
</div>

CSS

/*BLUR*/
.blur img {
  -webkit-transition: all 1s ease;
     -moz-transition: all 1s ease;
       -o-transition: all 1s ease;
      -ms-transition: all 1s ease;
          transition: all 1s ease;
}

.blur img:hover {
  -webkit-filter: blur(5px);
}

AS you can see, we use the -webkit-filter property, then set the blur to 5px. That’s all there is to it.

B&W

screenshot

This time we’re going to drop all of the saturation out of the image on hover. It used to take two images to pull off this effect but with Webkit filters, we can cut this down to one.

HTML

<div class="bw pic">
  <img src="http://lorempixel.com/300/300/nature/2" alt="sea">
</div>

CSS

/*B&W*/
.bw {
  -webkit-transition: all 1s ease;
     -moz-transition: all 1s ease;
       -o-transition: all 1s ease;
      -ms-transition: all 1s ease;
          transition: all 1s ease;
}

.bw:hover {
  -webkit-filter: grayscale(100%);
}

Here I set the grayscale value to 100%. If you only want to drop some of the saturation out, try bringing down this number.

Brighten

screenshot

For our final trick, we’re going to darken a photo by default, then brighten it up to its normal state on hover. This creates a sort of reveal effect.

<div class="brighten pic">
  <img src="http://lorempixel.com/300/300/technics/2" alt="sea">
</div>
/*DARKEN*/
.brighten img {
  -webkit-filter: brightness(-65%);
  -webkit-transition: all 1s ease;
     -moz-transition: all 1s ease;
       -o-transition: all 1s ease;
      -ms-transition: all 1s ease;
          transition: all 1s ease;
}

.brighten img:hover {
  -webkit-filter: brightness(0%);
}

Here, 0% is regular brightness. Anything above that and you brighten the image, anything below and you darken it. We started at -65% and brought it up to 0% on hover.

Steal Them!

The examples above are all meant for you to steal and use as you will in your own work, so be sure to bookmark this page and come back to it the next time you’re looking for an interesting CSS hover effect.

from Design Shack http://designshack.net/articles/css/joshuajohnson-2/

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A long time ago, on a website not that far away, you’d be welcomed by a web page that didn’t have much on it.

It maybe had a logo or picture  and a button or link telling you to ‘enter’ the site you just visited. If you were really neat, you maybe had a (then Macromedia) Flash intro with loud music and awful typography. I mean, this was all the rage and your website wasn’t cool at all if you didn’t have one of these splash pages.

Fast forward to now and people will tell you a splash is stupid. It’s corny. It’s useless. They’ll even tell you it’s a detrimental to your search engine optimization. Whatever the excuse, these splash pages have essentially been nullified and are hard to find nowadays.

In all honesty, I didn’t hate the idea of having something that introduced a site or brand. It kind of made sense. And now in 2012, aren’t we all focused on user experience and making things easy?

Where’d they go?

After browsing through some sites for inspiration, I realized the splash page as an idea hasn’t totally vanished. It’s actually been reincarnated into a better, more efficient use. How can you create something that introduces you to a brand but doesn’t disregard the spidering of content or the usability of a site?

I think we’ve figured it out. I believe we’ve come up with making these huge headers that work above the fold. They’re often distinguishable from the rest of the site and have all that introductory info we’re looking for. These ‘splash headers’ make sense. They don’t take away our SEO and let viewers know immediately what they’ve stumbled into. And most times they look REALLY good.

 

A book of beards

Right off the bat you know exactly what this site is for and what the book is about. It helps to have a big of an obvious product but it doesn’t hurt to introduce it.

 

Always Creative

This group uses the header area to tell visitors and viewers exactly what they do and how they do it. It’s really kind of dramatic like an opening title.

 

Brady Williams

Some splash pages in previous years have mainly just been a quick, cryptic look at the brand. The purpose is a go at making you interested and wanting to find out more. I believe this is something Brady Williams used.

 

Eastworks Leather Company

This is an excellent representation of the brand. You’re able to see the logo and company name, a quick summary of their services and a product shot. This is the most you can ask for if you are completely unfamiliar with a brand

 

Edits

The purpose of this site is to present a digital magazine. The functionality is to create a bit of the effect of going through pages. That doesn’t change the fact that they used one of these spleaders to essentially introduce themselves to viewers. 

 

Elevation Church annual report 2011

I was first surprised to see a church go into so much detail (and quite frankly, develop a budget) for their annual report. However, this site not only serves as spleader inspiration, but infographic inspiration for everyone.

 

Envy Labs

Illustrative pieces in web design work help characterize companies to me. It lets me know they pay attention to detail, but also have a bit of a quirky side. Envy labs seems to be just that.

 

Flow Media

Again, this company uses a fun and imaginative illustrative style to represent their brand. Obviously if you are looking to have a little fun, you’ll want to call on these people.

 

Glamor.biz

In all actuality, this is a real, living splash page on the web in 2012. I have to give him his props, however. This is one crazy and well designed splash, let alone website.

 

Grandpa’s Ballsack

With such a crude name, you kind of have to back it with the reason for it’s creation. Fortunately, this website not only tells you why you’re on it, but also gives you ways to counterattack the problem. Funny.

 

Modo Design Group

I really enjoy coming to a site and reading a quick sentence or two that lets you know where you are. Modo has utilized this feature. They also are good at keeping things simple and concise throughout the website.

 

Mosaic

It doesn’t matter where or how you read it, there is a reason people create landing pages. Many will tell you the idea is to inform someone of the product, what it does, and how to get to it. Mosaic does this all in it’s spleader.

 

 

Startup Giraffe

While this header does not explicitly state the purpose behind the company, you can come to your own conclusions. After scrolling down for a bit, it becomes extremely clear. This is well put together, interesting website.

 

Impending

This company used their header for a bit of a different purpose. It wasn’t to introduce or explain their purpose. But it was to create interest in a newly developed app by them. This is a different, yet solid approach.

 

Joint

This is an amazing different approach to web design all together. The navigation is in these little boxes (you could call them headers). The very first set you see suggests you should contact them. Good message for any website.

 

Lapka

Though this web header doesn’t tell you everything you need to know, the logo and product shot are helpful. The presentation of this is also subtly amazing.

 

Lyumidl Shoshorov

As a designer, you always want to put your best foot forward when presenting yourself. The first impression counts and this designer understands that. This typography driven header lets viewers know the deal as well as shows off a bit of skill.

  

Mikael Norling

For a long time, freelancers were including lines of who they are and what they do in their headers. Mikael took this a step further by making this the only thing in his header. That’s called creating a focus.

 

Opuss

This is another example of a landing page doing the right thing. Again, they put all their information in their ‘spleader’ to get the job done.

 

Quality Peoples

This is another traditional usage of the splash page. Here, they utilize slider type functionality to scroll through pictures and short sentences that explain who they are. 

 

Readymag

I love this site not only because it’s extremely entertaining to mess with, but because this offerring is extremely innovative. If you have the interest and the chance, you’re going to want to keep an eye out for Readymag.

 

smashLAB

Again, this is a bit like the usage for the Quality People website with the slider. This time, you can scroll through the pages but the first one happens to be informative and links to their body of work. 

 

SRKP

You’re lying to yourself if you say you know exactly what this company does off first view. The pleasure of this site, however, is in it’s creative ability to display themselves. This is a wonderful and interesting splash/header.

 

Supernormal

This site does exactly what it should for a designer. It not only introduces the guy, but introduces the work. It also interests you in a blog. 

 

The Old Barber Shop

If you stumbled across a site with ‘barber shop’ in the title, you probably think it’s about getting your haircut. Not so fast. This site takes their name and lets you know right away not to be so close minded. Not to mention the food here looks delicious.

 

The Ordinary

We saw some traditional splash pages and some splash headers that presented themselves differently, but this is probably the most genuine splash header to be seen. It’s a logo, line, and navigation to the next part. That’s how it goes.

 

The portfolio of Neil Judges

This is an absolutely adorable site. The header obviously explains the nature of the site but it does not explain how cool it is. You’re going to want to check this one out.

 

Urbanoff

We can utilize our headers for anything. While many use it to explain themselves, it can also be an opportunity to get more from your viewer. Urbanoff took this route by adding his contact link in his header. 

 

Wigolia

While this is a compelling header, again, this is a site to keep an eye on. If you are a legitimate creative who enjoys art, there may be something here for you now or in the future. Great idea.

 

Bake Agency

Bake introduces us immediately to their logo and navigation scheme. What is a plesant surprise is the crazy functionality of the site. It’s really cool!

 

Type/Code

This site claims that they design things and make them come to life. After reaching and playing around with their splash page, you’ll come to find out the claim is absolutely true.

 

WeMake

This site also uses a slider to help illustrate who they are and what they do. They also include their line about who they are and what they do. This is a solid example of a splash header.

 

Quinn Architects

This is another old-school version of a splash page. It does not include a lot of information, but it does immediately familiarize you with their line of work.

 

Mickey / Johnny

This is a really intuitive and easy site. The splash is a gateway to the rest of the navigation and is simply brilliant. 

 

Caava Design

This site is all around good. Any designer is going to want to take a look and get inspired from this. The detail in the design and the development is simple amazing.

 

Distil Copywriting

This is another solid enactment of this splash header idea. We have a company name and a little insight the company believes. It creates curiosity for what’s next.

 

FieldTrip

This header pretty much includes the logo and some other neat developmental tricks. Once you scroll down some, the purpose is revealed. However, this splash header is unique, illustrative, and fun. 

 

Emporium Pies

Emporium Pies has created another certified splash page that’s guaranteed to make your mouth water. 

 

Striking.ly

This is another one of those sites you probably want to bookmark. The idea here is to take advantage of the trend that is single page websites. Striking.ly is sure to strike up some interest.

 

Flip

The people at Flip obviously know what they’re doing. This informative entrance gives you an idea of the personality here. Fortunately they can back up the big talk with their portfolio of work.

 

Messy Media

This website is exciting and interesting. You know immediately the work capabilities of this freelancer and you get a little of his personality. This is just a great all-around site.

 

Conclusion

As we can see, this type of idea comes in many different shapes, sizes and reiterations. We cannot deny the effectiveness of this type of thing. If I enter a site and am unfamiliar with the brand, I’m probably not going to stick around too long. I’m also not going to know how to navigate the site properly if it’s a new type of fnctionality. I need directions for that. The header meshed with the splash page idea allows websites to be informative, representative and effective of the brand immediately.

In all honesty, with the focus of search engine optimization moving to the content of an entire website, I think it’s a great time for real splash pages to make a comeback. They just make sense. What say you?

 

Are splash pages making a steady comeback? Any sites we missed? Let us know in the comments.

Featured image/thumbnail, splash image via Shutterstock

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Source

from Webdesigner Depot http://www.webdesignerdepot.com/2012/11/splash-pages-return-40-splash-like-headers/

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